ANALISI PSICOLINGUISTICA – ELEZIONI REGIONALI 2020 IN CALABRIA

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FLAMEL ha applicato una parte delle proprie tecnologie proprietarie al mondo del web allo scopo di analizzare lo scenario relativo alle imminenti Elezioni Regionali in Calabria in merito ai candidati ed a come questi vengono percepiti rispetto ai principali temi delle rispettive campagne elettorali.

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L’analisi psicolinguistica è una branca specializzata del neuro marketing le cui basi teoriche risalgono a circa un secolo fa, ma il cui enorme sviluppo è avvenuto dagli anni ‘60, con l’esplosione del settore della comunicazione di marchi e prodotti. La psicolinguistica studia la categorizzazione di individui o gruppi di individui, in elementi di valore e carattere basati sul tipo di parole che vengono usate per esprimersi.
Per fare un esempio, se l’analisi del sentiment è in grado di capire se stiamo parlando bene o male di un determinato partito politico, argomento o azienda, la psicolinguistica identifica che tipo di persona ha prodotto quelle affermazioni e può creare una segmentazione di tutto pubblico. Ciò consente di identificare il linguaggio e il messaggio corretti da mettere in relazione con il pubblico target, migliorando così la relazione.

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Ancorchè la piattaforma FLAMEL sia in grado di acquisire contenuti provenienti dall’internet e dai social media pubblicati anche in anni passati, l’arco temporale su cui si è basata la ricerca è: 14 dicembre 2019 – 14 gennaio 2020.

È stata analizzata la percezione dell’elettorato confrontando i candidati alla carica di Governatore della Regione Calabria con i temi della campagna elettorale, in dettaglio:

  • Jole Santelli (centro-destra)
  • Filippo Callipo (centro-sinistra)
  • Francesco Aiello (Movimento 5 Stelle)
  • Carlo Tansi (liste civiche)
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I temi provenienti dalle campagne elettorali dei candidati oggetto della ricerca sono stati: disoccupazione, eolico, liste pulite, reddito di cittadinanza, infrastrutture e trasporti, ambiente, legalità, digitale, sostenibilità, meritocrazia, scuola e ricerca, fondi europei, Zona Economica Speciale (ZES), urbanistica, sanità.

La percezione complessiva dei quattro candidati si presenta sostanzialmente eterogenea. Relativamente all’ambito temporale Santelli risulta con un chiaro orientamento al passato di tipo razionale, mentre gli altri candidati si posizionano verso il futuro (percezione di cambiamento) in tre distinti modi: Callipo razionalmente, Aiello emotivamente e Tansi quasi neutralmente.
Rispetto ai temi della campagna elettorale, Callipo presenta valori medi di maggiore prossimità, seguito da Tansi e Santelli. Aiello risulta essere il candidato con la maggior distanza affettiva rispetto ai temi stessi.

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Analizzando il dettaglio è possibile osservare che argomenti come: digitale, legalità, sostenibilità, urbanistica e ambiente risultano essere distanti dalla percezione dei candidati, forse a sottolineare una loro ridotta importanza rispetto a ciò che rappresenta una maggiore priorità da parte dell’elettorato. Infatti i temi che presentano la minor distanza affettiva sono: disoccupazione, liste pulite, scuola e ricerca e sanità. Si avvertono peraltro distonie tra i candidati soprattutto in merito a: Zona Economica Speciale, fondi europei, reddito di cittadinanza e turismo.

Per quanto riguarda i tratti valoriali, per Santelli la percezione è marcatamente orientata verso valori eroici caratterizzati da tratti caratteriali legati al comportamento d’attacco e la necessità di una guida. Ciò forse a rappresentare l’identificazione del candidato come individuo piuttosto che come rappresentante di un partito o di una coalizione politica.
Callipo viceversa si presenta caratterizzato da valori razionali con tratti caratteriali basati sulle differenze e sulla positività del messaggio. La percezione risulta quindi legata alla rottura col passato e al premiare meriti conseguiti.
Aiello e Tansi risultano entrambi legati a valori di tipo sistemico, sebbene per il primo prevalga come tratto caratteriale un ambiente in continuo cambiamento mentre per Tansi sono il comportamento difensivo e l’offerta di garanzia a rappresentare le principali caratteristiche di percezione dell’audience.

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Proprio quest’ultimo risulta essere il candidato con la minore distanza affettiva dall’elettorato, seguito da Callipo che distanzia decisamente sia Aiello che Santelli. Per quanto riguarda invece il consenso è Callipo a presentare i valori più significativi. Dopo di lui Tansi e Santelli, mentre Aiello risulta notevolmente indietro.
Rispetto alla percezione nei confronti della credibilità è possibile osservare che Tansi precede Callipo e Aiello, mentre Santelli si presenta con una decisa distanza dal benchmark di riferimento.
E’ curioso notare che la distanza affettiva di Santelli rispetto alla sua prossimità nei confronti del concetto “governo” appare decisamente la migliore nei confronti di Callipo e Tansi con Aiello estremamente lontano, ma analizzando invece “governabilità” emerge un risultato differente. Callipo precede infatti Tansi mentre Santelli si presenta con un netto distacco, superata in questo solo da Aiello.

A personal experiment on Artificial Intelligence writing

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I want to try artificial intelligence in text creation just to demonstrate that the machine is already able to write like a human.

I am exposed to AI for my job – my friends and relatives can already play AI games on my phone – but I just want to go for a few extra levels of automation. I have an Android phone and I have the latest version of Emoji. What is more, I would like to put that to good use in the way I work and spend my time. One of my projects is to come back and implement this full automation. For me, an AI-emoji is the gold-standard. How might a person integrate AI-emoji? I also believe that the machine will act as an interesting resource to get some creative juices flowing. The applications of unsupervised learning have been overplayed for some time now, and yet sometimes it still needs to be used sparingly and creatively. I would love to be able to use supervised learning in the context of writing, or to see how to do so more effectively.

Of course there are tons of mistakes that can be easily pointed out as well. As I’m running a blog it’s really important that I write coherently and correctly about topics that make sense to me. There will be a lot of topics I have not even thought about for the past few years.

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So what am I looking for in the trainable models? The most successful algorithms can already build beautiful, intuitive models. I am looking for a little more confidence that will allow to build a more accurate result.
It does what a human would do. I’m not necessarily trying to promote machine learning or AI. I’m hoping that by opening up the machine to this particular task, by combining the soft and hard skills, we will also open up the computer to a broader range of use cases in the future.

In contrast to your work on ‘Deep’ and ‘Fluffy’ which were much more poetic and dystopian, you have been actively interested in exploring spaces where the machine makes humans smarter, that both scientists and the general public might not think about too much at the moment.
Since we can’t test it in an actual writing environment, I decided to write it in an artificial intelligence environment. In this artificial intelligence environment, the computer has to memorize all the popular traditional, British English styles (we’ll call these top-vowels and beveled, some examples: l, n, m, r, s, v, k) that don’t change, that’s why it doesn’t even know the root of the word. It has to build this similarity and do this automatically.

Another reason is it’s an interactive and concrete test. The users will not get bored and will like it. I wanted to interact a bit more with it and add different words. Some of them were not actually those words, but generally interesting words or phrases. A bot that writes poetry?

I found that bots usually think they can write poetry. Is that true?

As far as I know, machine translation just translates words (i.e. you translate “I love you” into Russian and you get “?????????? ?? ??????? ??”. What are the best ways to make better characters? Can a human copy good-quality output from an AI?

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For the first time, researchers from Carnegie Mellon University (CMU) found that a computer made substantial progress in text generation, with one-third of their English-language text generated with programs and one-quarter that were derived from human-made paragraphs of text.

The researchers ran more than 5 million attempts to improve their multi-layered character generator. These text experiments demonstrated that the program eventually managed to generate new grammar rules that consistently produced human-made paragraphs within about 3.2 percent of their entire production run.

I love artificial intelligence in text creation, so by this I mean I like to interact with the text and find people’s code fragments, which I can put into pictures. The real software, in a way, is simply I give the people a picture, and then I ask them to let me do what they’re doing with their images. So, there’s definitely a lot of things that I’d like to achieve, but I haven’t really found a way yet. I’m still working on it, I’m still looking for the best ways to make it as interesting as possible.

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Do you think the robots are going to be a viable alternative for writers, and do you foresee there being more writers that rely on technology in their art?

Well…think about that all previous text has been created by the machine and not by me!

http://www.contardi.eu/2019/12/31/artificial-intelligence-writing/

QUOTIDIANA DISINFORMAZIONE DIGITALE

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Ma perchè i giornali alimentano l’analfabetismo digitale? Per superficialità o c’è proprio del dolo? Non mi è chiaro ma intanto la situazione è drammatica! Ormai è da un pezzo che sottolineo le manchevolezze della cosiddetta comunicazione tradizionale, quella dei media pre-digitali come televisione e stampa, proprio nei confronti del digitale stesso in cui operano oggi e ne ho appena avuta l’ennesima conferma.

Ebbene, oggi apro la homepage del Corriere e scorrendo verso il basso m’imbatto in uno sfizioso titolo ad effetto: “I cinque segnali spia che rivelano che il telefono è stato hackerato”.

Incuriosito vado all’articolo che punta a Corriere Innovazione News del 10 dicembre (https://bit.ly/34bXeN7) e subito rabbrividisco. Trattasi del solito format a schede (tanto per ottenere qualche click in più) e fin qui nulla di strano ma capisco immediatamente che il target non può non essere il classico pensionato a cui hanno regalato da poco uno smartphone, viceversa non si spiegherebbe l’ovvietà dei cosiddetti “5 segnali spia” che sono da anni conosciuti da chiunque, per non parlare della Generazione Z.

Un elemento però cattura la mia attenzione, ovvero il continuo e costante riferimento a MobiWall, onesto firewall che garantisce quel minimo di protezione anche ai più sprovveduti. Certo, mica avrebbero mai potuto suggerire una VPN o un AD Blocker, lì ci avrebbero smenato in pubblicità e in tracciamento dati personali attraverso cookie di navigazione. No, quello giammai! Molto meglio in effetti scopiazzare un articolo del Fatto Quotidiano del 5 dicembre (https://bit.ly/38vb8NQ) in cui si parlava proprio di MobiWall! Lo si faceva peraltro con un taglio del tutto differente, ovvero sottolineando quanti dati vengono regalati a Google, Facebook e agli altri colossi del web che campano sulle spalle dell’insipiente navigatore dell’internet. Lì si sottendeva l’invasività di app e siti nei confronti della privacy, anche se il tutto appariva un po’ troppo come una vera e propria réclame, giusto per usare un termine desueto. Investo 3 minuti di numero e mi accorgo che:

  • l’azienda di MobiWall è italiana (sarà forse solo per quello che se ne parla?);
  • il Corriere sostiene che sia disponibile sia per iOS (e lo scrive sbagliato) che per Android (ma non è vero!);
  • se un utonto qualsiasi cerca MobiWall su Google Play trova MobiWol, firewall decisamente obsoleto e si inguaia senza rendersene conto;
  • se l’utonto di prima capisce che non si tratta della stessa app, si fionda su Google a cercarla e trova alcune APK che nulla c’entrano coi firewall e potenzialmente potrebbero portare schifezze pubblicitarie proprio sul telefono che voleva rendere più sicuro.

Dulcis in fundo trovo un articolo del 2 dicembre di Bitcity (https://bit.ly/35h4VDd) da cui è stato palesemente copiato tutto quanto ho decritto prima, usando in certi passaggi addirittura le stesse parole!

Bitcity – 2 dicembre 2019
il Fatto Quotidiano – 5 dicembre 2019
Corriere della Sera – 10 dicembre 2019

Ecco, posso dire che non ne posso davvero più? Da una parte c’è questo continuo banalizzare superficialmente argomenti che dovrebbero essere invece trattati con l’obiettivo di educare un paese come l’Italia in cui la scarsa conoscenza del digitale sta per trasformarsi in un vero e proprio dramma. Dall’altra abbiamo invece l’arroccamento dei media tradizionali nei confronti della libertà di diffusione delle informazioni quando si tratta di potenziali violazioni del diritto d’autore…sì, ma questo vale solo per i loro contenuti, non per quelli degli altri.

Conflitti inutili e consenso obbligato. La Lega riparte verso la vittoria

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Huffington Post ha citato la ricerca “ANALISI DELLO SCENARIO POLITICO IN ITALIA ATTRAVERSO I SOCIAL MEDIA” che ho realizzato per FLAMEL utilizzando sentiment analysis e analisi psicolinguistica.

Conflitti inutili e consenso obbligato. La Lega riparte verso la

Al di fuori dell’Italia nessuno riesce a capire cosa stia succedendo nel nostro sistema politico. E forse nemmeno noi riusciamo a venirne a capo. Siamo di fronte a uno degli aspetti più inquietanti della nostra storia recente. C’è una porta girevole da cui le forze politiche entrano ed escono, si uniscono e si dividono, in pochi mesi.

Cambiano i linguaggi, gli atteggiamenti, le parole d’ordine, ma le frecce della ricchezza sono sempre puntate verso l’alto mentre quelle della sofferenza precipitano verso il basso. Il bene comune, sbandierato da tutti, non si è offuscato, si è dileguato.

La politica, con le sue mediocri e inconcludenti classi dirigenti, è riuscita a generare in questi anni un corto circuito politico e sociale, che tiene lontani dalla comprensione della realtà costringendo tante persone a rifugiarsi in una condizione surreale e dentro cui non si riesce più a distinguere il vero del falso.

Non si è sedimentata una nuova e democratica coscienza collettiva, responsabile e lungimirante. Non si sono accorciate di un millimetro le disuguaglianze sociali. Non si sono aperte nuove strade per le generazioni che verranno. Una società che non s’interroga potrà alimentarsi di avversione e ripugnanza, ma può soccombere per atrofia del pensiero, saturarsi di demagogia e disimpegno.

Impensieriscono i cambiamenti repentini perché marciano senza che nessuno intenda con quale prospettiva, per quale cambiamento. L’unica cosa che si capisce limpidamente è la caparbia resistenza da parte dei partiti e dei movimenti a mantenere puntigliose posizioni di potere, pur nella totale assenza di un progetto politico, economico e sociale che possa giustificare la loro esistenza. Governare insieme con poca cooperazione, distinzioni importanti, aree di contrapposizione e conflitto di difficile compatibilità, è un fenomeno politicamente alquanto schizofrenico.

In democrazia la battaglia politica, da sempre, si sviluppa sul fronte dei contenuti che hanno come obiettivo il consenso, base primaria del potere. Il consenso è giudizio favorevole, approvazione, conformità di voleri, opinioni o sentimenti fra più persone.

“Il consenso politico esiste quando una grande parte dei membri di una società concorda su come dovrebbero essere prese le decisioni in merito alla distribuzione dei valori”.

Dunque, il consenso da parte del popolo presuppone una valutazione dei contenuti che gli vengono proposti. E’ così che il consenso diventa valore esso stesso, prodotto politico di mercato. Contenuti che andrebbero ben conosciuti e approfonditi per poter effettuare scelte consapevoli, responsabili, ragionate.

Purtroppo viviamo nella società della disinformazione, “permanente e intenzionale”. Farsi un’idea di verità diventa ardua fatica e il consenso non sempre è criterio di verità. Molta parte del consenso si basa sulla percezione e sulla carica emozionale delle informazioni che non di rado vengono manipolate e falsate. In molti si affidano al web e agli smartphone per legittimare il loro consenso. Da una indagine sul tema “Gli italiani e l’informazione”, condotta dalla Doxa/Osservatorio Digitale Polimi, risulta che l’80% crede che le fake news influenzino l’opinione pubblica e che il 50% ha creduto almeno una volta, nell’ultimo anno, a una fake news (falsa notizia).

Con il disimpegno dai bisogni sociali si rischia molto. Il Pd in Umbria, con scarsi margini di dialogo sociale e coinvolgimento politico popolare, ha assaporato i segni della dura sconfitta. Ha perso su tutti i fronti, ma quel che è più bruciante è stato l’abbandono degli operai.

M5S è in scivolata inarrestabile. Paga la sua indeterminatezza politica, l’inesperienza, la ricerca del gesto mitico e, in qualche caso, l’incompetenza. Ha costruito un isterico labirinto e ora stenta a trovare la via d’uscita. Il centro politico liquido, in questa congiuntura, si è riversato sulla Lega gonfiandola a dismisura. Lega che gode ormai di un “consenso obbligato” per mancanza di competitor credibili e prestigiosi.

Sul quadro politico italiano pesano anche manipolazioni e falsità che circolano impunemente sui social media e sugli altri mezzi di comunicazione.

Ed è sull’apporto dei social che si è soffermato il report politico sul sentiment popolare di Flamel s.r.l. fornendo dati importanti su questo mondo ancora poco esplorato. La ricerca è stata condotta su un campione di 911mila post. Risulta che i leader di partito, in termini di consenso, sono sganciati dalla presa che i loro partiti di appartenenza hanno sui cittadini. Salvini risulta essere il leader politico di maggior consenso e che la Lega si consacra come partito maggiormente vicino all’elettorato, indipendentemente dalle sorti del suo leader.

Il Pd, malgrado la scissione di Renzi, si presenta di poco oscillante rispetto alla tenuta del suo tradizionale elettorato. Emerge una visione politica della quasi totalità dei partiti rivolta al passato e sorretta da riferimenti prevalentemente emozionali piuttosto che razionali.

M5S, Pd e Fratelli d’Italia risultano segnati da un forte senso di appartenenza dei suoi elettori. Lega, Italia Viva, e Forza Italia presentano leader di partito che vengono seguiti come guida.

Il valore del consenso è più strettamente legato ai leader di partito per Lega, Forza Italia, Italia Viva e Fratelli d’Italia, mentre per le formazioni politiche del Partito Democratico, Movimento 5Stelle e Liberi e Uguali è il partito che si avvicina al consenso. Sfortunatamente, tranne qualche leggera e sterile variante polemica, sembra che nulla di nuovo stia sorgendo nel panorama politico italiano nonostante le sbandierate promesse rivoluzionarie. Per ora prevale soltanto l’involuzione sociale e politica a favore delle destre!


Originally published at https://www.huffingtonpost.it on November 15, 2019.

Articolo di Franz Foti

https://www.huffingtonpost.it/entry/conflitti-inutili-e-consenso-obbligato-la-lega-riparte-verso-la-vittoria_it_5dce62f2e4b01f982eff95e7

#politics #AI #artificialintelligence #sentimentanalysis #psycholinguistic #huffpost #flamel

ANALISI DELLO SCENARIO POLITICO IN ITALIA ATTRAVERSO I SOCIAL MEDIA

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PREMESSA

L’enorme quantità di dati presenti nei social media permette un’analisi accurata di ciò che pensa la gente e consente ai politici di veicolare i propri messaggi in modo sempre più preciso, arrivando anche a condizionare la nuova opinione pubblica.

Grazie alla disponibilità di un numero crescente di informazioni presenti sui social media ed all’utilizzo di strumenti tecnologici sempre più evoluti, è possibile rilevare opinioni e tendenze dell’elettorato. Conoscendo quali argomenti risultano maggiormente sensibili per le persone, è quindi possibile costruire una strategia di comunicazione che ne tenga conto per veicolare i contenuti specifici del proprio approccio politico. Una volta creato il messaggio si tratta quindi di comunicarlo utilizzando la piattaforma social più adatta e di renderlo sempre più diffondibile attraverso i classici meccanismi di passaparola e viralità.

Per verificare il gradimento dell’opinione pubblica rispetto a proposte, linee di comunicazione ed argomenti specifici; politici e partiti si sono da sempre avvalsi di sondaggi basati su campioni ristretti di popolazione e focus group. Ora è invece sufficiente dichiarare pubblicamente un’intenzione o un’idea ed attendere che le persone si esprimano sui social media per capire la concreta applicabilità di ogni iniziativa.

LA RICERCA

Sulla base di queste premesse FLAMEL ha applicato una parte delle proprie tecnologie proprietarie al mondo dei social media allo scopo di analizzare l’attuale situazione politica italiana a partire dalle Elezioni Europee dello scorso maggio fino all’11 ottobre 2019.

L’arco temporale
Sono stati acquisiti contenuti a partire dal maggio scorso e sono stati analizzati 4 differenti periodi in base ai principali eventi della politica italiana relativi al 2019:

  • Elezioni Europee – 26 maggio
  • Inizio della Crisi di Governo – 8 agosto
  • Formazione del nuovo Governo – 4 settembre
  • Scissione Partito Democratico – 17 settembre

Le quantità
Il campione preso in esame è di 911 mila post da cui sono stati estratti 273 mila hashtag e più di 1 milione di mention.
La distribuzione geografica (geolocation) dei contenuti ha inoltre permesso la rappresentazione di densità di provenienza visibile qui sotto.

Considerando l’intero periodo analizzato (27 maggio – 11 ottobre) è possibile rilevare che sia per quanto riguarda gli hashtag (argomenti) che per le mention (citazioni di un profilo) Matteo Salvini è risultato essere il più menzionato, rappresentando quasi individualmente il proprio partito politico in positivo e in negativo.

La definizione dei profili influencer della piattaforma FLAMEL avviene mediante un algoritmo che non tiene solo conto dell’ampiezza dell’audience del singolo profilo (numerosità dei follower) ma anche della positività dell’engagement (interazioni positive) che tale profilo genera. Anche in questo caso Salvini risulta essere il profilo con lo score più elevato durante l’arco temporale complessivo.

SENTIMENT ANALYSIS

La sentiment analysis ha preso in esame i principali partiti politici italiani e i loro rappresentanti, in dettaglio:

  • Lega
  • Movimento 5 Stelle
  • Partito Democratico
  • Forza Italia
  • Fratelli d’Italia
  • Italia Viva
  • Liberi e Uguali
  • Matteo Salvini
  • Luigi di Maio
  • Nicola Zingaretti
  • Silvio Berlusconi
  • Giorgia Meloni
  • Matteo Renzi
  • Pietro Grasso

Considerando le Elezioni Europee del 26 Maggio, il giorno di inizio della Crisi di Governo, la formazione del nuovo Governo Conte e la scissione del Partito Democratico, sono stati confrontati i seguenti periodi temporali:

  • 27 maggio – 8 agosto
  • 9 agosto – 4 settembre
  • 5 settembre – 17 settembre
  • 18 settembre – 11 ottobre

I princpiali indicatori sono la sentiment media che è espressa in scala da 0 a 1 e l’intensità della sentiment che fornisce indicazioni in merito a quando la sentiment stessa si è manifestata in modo più o meno intenso. Ad esempio gli indicatori relativi al Partito Democratico nell’ultimo periodo sono i seguenti.

 

PRECISAZIONE
Sebbene il partito Italia Viva sia ufficialmente nato il 18 settembre 2019, FLAMEL è stata in grado di acquisire contenuti social antecedenti a tale data prendendo in esame quanto afferente ai principali esponenti di Italia Viva mentre questi erano ancora membri del Partito Democratico. Va altresì ricordato che gli attuali canali social del partito fanno riferimento ai Comitati di Azione Civile i cui profili social erano già presenti ben prima che il partito nascesse. https://www.comitatiazionecivile.it/

Ecco invece una sintesi delle medie sentiment totali per periodo.

27 mag- 8 ago. 9 go. – 5 set. 6 set. – 17 set. 18 set. – 11 ott.
M5S 0.23 0.33 0.24 0.23
PD 0.26 0.27 0.25 0.27
LEGA 0.31 0.27 0.29 0.31
FI 0.23 0.26 0.21 0.26
FDI 0.25 0.23 0.22 0.23
LEU 0.22 0.20 0.22 0.24
IV 0.22 0.29 0.18 0.18

A differenza di quanto auspicabile, l’analisi sentiment evidenzia un sostanziale scostamento tra l’andamento dei partiti politici e i loro principali rappresentanti che non sembrano realmente condizionare la media sentiment dei partiti di cui sono portavoce.

27 mag- 8 ago. 9 go. – 5 set. 6 set. – 17 set. 18 set. – 11 ott.
SALVINI 0.31 0.25 0.24 0.25
DI MAIO 0.21 0.24 0.23 0.24
ZINGARETTI 0.28 0.24 0.23 0.24
BERLUSCONI 0.21 0.24 0.24 0.23
MELONI 0.22 0.24 0.22 0.21
RENZI 0.22 0.25 0.26 0.26
GRASSO 0.28 0.24 0.21 0.25

ANALISI SENTIMENT – CONCLUSIONI

Analizzando le quantità di contenuti (tweet, commenti, mention, hashtag e keyword) appare evidente il massiccio utilizzo dei social da parte di Matteo Salvini. Ciononostante la sua incidenza come influencer (positività dell’engagement) è decisamente scesa a partire dall’inizio della Crisi di Governo probabilmente per via delle responsabilità nell’aver provocato la crisi stessa.
Sembra quindi venir meno il principio secondo cui sono appunto la numerosità dei contenuti e la frequenza di pubblicazione a condizionare l’elettorato, come dimostrato ad esempio dal fenomeno Trump nei social media.

Le posizioni che hanno preceduto la Crisi di Governo rispecchiano il risultato delle Elezioni Europee del maggio 2019 mentre l’incertezza iniziale del periodo di crisi ha scatenato un generale incremento della media sentiment in virtù dell’incertezza e delle varie opzioni allora prese in esame (governo tecnico, elezioni anticipate, ecc.). La formazione del nuovo governo ha viceversa provocato un sensibile calo dei valori anche per quanto riguarda i partiti che compongono il governo stesso, come se la base elettorale non abbia inizialmente approvato la nuova coalizione.
La scissione del Partito Democratico e la nascita di Italia Viva ha provocato un’ulteriore evoluzione decisamente inattesa. Infatti, oltre all’incremento della media sentiment dei partiti d’opposizione, il Partito Democratico stesso ha visto rafforzarsi i propri valori.

Va infine sottolineato che, sebbene la posizione di Matteo Renzi sia andata consolidandosi progressivamente a partire dall’inizio della Crisi di Governo, il movimento che questi già rappresentava prima della scissione presentava valori in forte calo ancora prima di trasformarsi nel partito politico Italia Viva.

 

PSICOLINGUISTICA POLITICA

La relazione tra i partiti e l’elettore sulla base del consenso è rappresentabile mediante l’efficacia relazionale che è determinata dalla scelta delle classi valoriali e del tratto di carattere che sono stati usati nella narrazione del messaggio. La maggiore efficacia determina infatti la leadership relazionale. Sono stati presi in esame:

  • La forma del messaggio
  • La modalità con la quale l’audience sceglie
  • Lo storytelling
  • La codifica sensoriale del messaggio

Ecco un esempio relativo alla relazione della Lega rispetto al benchmark (consenso).

Qui è invece presente la rappresentazione dei valori del Movimento 5 Stelle e di seguito il tipo di messaggio da utilizzare per quella classe valoriale.

“Il messaggio va presentato come una risposta ai bisogni tribali, un insieme di valori che sono volti: ad onorare gli antenati il nido tribale caldo e sicuro), a proteggere dal male, a stabilire forti legami famigliari. La parentela ed il lignaggio servono per stabilire i legami politici e di possesso (sembra una realtà “olistica”, ma in realtà è atomistica in quanto “c’è un nome per ogni curva del fiume, ma nessun nome per il fiume”).”

Ecco infine un esempio degli aspetti che fanno riferimento alla compatibilità esistente fra il carattere del messaggio trasmesso dal nuovo Governo Conte e i tratti di carattere che l’elettore usa per comprendere tale messaggio.

PSICOLINGUISTICA POLITICA – CONCLUSIONI

La distanza dal benchmark “consenso” risulta essere più legata ai rappresentanti di partito per Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva. Nel caso di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali è invece il partito stesso ad avvicinarsi maggiormente al consenso.

Per quanto riguarda gli aspetti valoriali, appare evidente che i valori tribali accomunano Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Fratelli d’Italia che però manifesta un elevata presenza di valori eroici molto meno importanti per gli altri due partiti. Lega, Forza Italia e Italia Viva presentano una predominanza di valori eroici che sembrerebbero coincidere con la presenza di rappresentanti di partito dalla spiccata individualità che di fatto incarnano l’immagine percepita del partito stesso. Liberi e Uguali richiama invece valori di tipo sociale come a sottolinearne la gerarchia orizzontale e l’attenzione verso i temi ambientali.
Relativamente all’attuale Governo è possibile evincerne una percezione autoritaria e un quadro caratteriale eterogeneo sebbene incentrato sulla necessità di sviluppare nuove idee.

Risulta significativo il confronto tra partiti e Governo rispetto alla vicinanza con l’elettorato da cui si evince uno scenario maggiormente positivo per i partiti di Governo ad eccezione della Lega che spicca come il partito più prossimo con l’elettorato stesso. In tal senso è altresì evidente la distanza tra Governo ed elettori, sebbene la figura politica che registra il miglior risultato in assoluto è proprio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Risultano invertite le tendenze dei partiti di Governo e di opposizione rispetto ai loro rappresentanti con la sola eccezione di Silvio Berlusconi che si segnala tra i più distanti dall’elettorato.

Infine, in merito alla percezione temporale è possibile affermare che la quasi totalità dei partiti e dei loro rappresentanti vengono visti proiettati verso il passato con riferimenti più emozionali che razionali. Questa tendenza sembra essere parzialmente diversa relativamente al Governo.

Qui sotto è presente il report completo di tutti i dati e relativi dettagli metodologici. Per qualsiasi altra informazione o approfondimento scrivete a christian@flamel.eu

POLITICA E SOCIAL MEDIA: ANALISI DEL CONSENSO DURANTE LA CRISI DI GOVERNO IN ITALIA NEL 2019

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Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente utilizzo dei social media da parte dei partiti politici sia per analizzare le opinioni dell’elettorato, che per cercare di condizionarne il comportamento. Ne sono un esempio le ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti, la Brexit e le elezioni politiche italiane del 2018. L’enorme quantità di dati presenti nei social media permette un’analisi accurata di ciò che pensa la gente e consente ai politici di veicolare i propri messaggi in modo sempre più preciso, arrivando anche al condizionamento della nuova opinione pubblica.

Alla luce della recente e non ancora risolta Crisi di Governo in ItaliaFLAMEL ha applicato una parte delle proprie tecnologie proprietarie al mondo dei social media, allo scopo di analizzare il consenso di cui godono i principali partiti politici. In particolare sono state utilizzate le piattaforme di analisi del social media sentiment e quella di analisi psicolingustica.

L’arco temporale – per poter effettuare un ragionevole confronto relativo al mutamento del consenso dell’elettorato nel tempo, sono stati acqusiti contenuti a partire dal giorno successivo alle Elezioni Europee del 26 Maggio 2019.

Le quantità – il campione preso in esame è di 247 mila post da cui sono stati estratti 51 mila hashtag e 281 mila mention. La distribuzione geografica (geolocation) dei contenuti ha permesso la rappresentazione di densità di provenienza visibile qui sotto.

Considerando l’intero periodo analizzato (27 Maggio – 25 agosto) è possibile rilevare che sia per quanto riguarda gli hashtag (argomenti) che per le mention (citazioni di un profilo) Matteo Salvini è risultato essere il più menzionato, rappresentando quasi individualmente il proprio partito politico.

 

La definizione dei profili influencer della piattaforma FLAMEL avviene mediante un algoritmo che non tiene solo conto dell’ampiezza dell’audience del singolo profilo (numerosità dei follower) ma anche della positività dell’engagement (interazioni positive) che tale profilo genera. È inoltre possibile, mediante una rappresentazione a grafo, ottenere un dettaglio delle tangenzialità tra gli influencer e gli argomenti da questi trattati (hashtag).

ANALISI SENTIMENT POLITICA
Sono stati presi in esame i principali partiti politici italiani e i loro rappresentanti, in dettaglio:

  • Lega
  • Movimento 5 Stelle
  • Partito Democratico
  • Forza Italia
  • Fratelli d’Italia
  • Matteo Salvini
  • Luigi Di Maio
  • Nicola Zingaretti
  • Silvio Berlusconi
  • Giorgia Meloni

Considerando le Elezioni Europee del 26 Maggio e il giorno di inizio della Crisi di Governo, sono stati confrontati 3 differenti periodi temporali:

  • 27 Maggio – 8 Agosto
  • 9 Agosto – 18 Agosto
  • 19 Agosto – 25 Agosto

I princpiali indicatori sono la sentiment media che è espressa in scala da 0 a 1 e l’intensità della sentiment che fornisce indicazioni in merito a quando la sentiment stessa si è manifestata in modo più o meno intenso. Ad esempio gli indicatori relativi alla Lega nell’ultimo periodo sono:

Ecco invece una sintesi delle medie sentiment totali per periodo.

A differenza delle notevoli oscillazioni della media sentiment relativa ai partiti politici, apparentemente i loro rappresentanti si sono sostanzialmente mantenuti più costanti con l’eccezione del calo di Matteo Salvini e Nicola Zingaretti a partire dall’inizio della Crisi di Governo fino ad oggi.

ANALISI SENTIMENT – CONCLUSIONI
A differenza di quanto auspicabile, l’analisi sentiment evidenzia un sostanziale scostamento tra l’andamento dei partiti politici e i loro rappresentanti. Le posizioni che hanno precedeuto la Crisi di Governo rispecchiano il risultato delle Elezioni Europee di Maggio, mentre successivamente emerge una contrazione della Lega e di Matteo Salvini forse in cosiderazione dell’aver provocato la crisi stessa.
L’incertezza iniziale del periodo di crisi ha scatenato un generale incremento della media sentiment in virtù dell’incertezza e delle varie opzioni prese in esame(rimpasto di Governo, elezioni anticipate, Governo tecnico, nuove alleanze, ecc.) per poi riassestarsi su posizioni più morbide ad eccezione di M5S e PD che sono stanno attualmente valutando la formazione di un Governo congiunto.
A tale proposito parrebbe esserci un collegamento tra la crescita della media sentiment dell’ultima settimana del PD ed un vistoso calo di M5S.

PSICOLINGUSTICA POLITICA
La relazione tra i partiti e l’elettore sulla base del consenso è rappresentabile mediante l’efficacia relazionale che è determinata dalla scelta delle classi valoriali e del tratto di carattere che sono stati usati nella narrazione del messaggio. La maggiore efficacia determina infatti la leadership relazionale. Sono stati presi in esame:
La forma del messaggio
La modalità con la quale l’audience sceglie
Lo storytelling
La codifica sensoriale del messaggio

Ecco un esempio relativo alla relazione del Partito Democratico rispetto al benchmark (consenso).

Qui è invece presente la rappresentazione dei valori del Movimento 5 Stelle e di seguito il tipo di messaggio da utilizzare per quella classe valoriale.

“Il messaggio va presentato come una risposta ai bisogni tribali, un insieme di valori che sono volti: ad onorare gli antenati il nido tribale caldo e sicuro), a proteggere dal male, a stabilire forti legami famigliari. La parentela ed il lignaggio servono per stabilire i legami politici e di possesso (sembra una realtà “olistica”, ma in realtà è atomistica in quanto “c’è un nome per ogni curva del fiume, ma nessun nome per il fiume”).”

PSICOLINGUISTICA POLITICA – CONCLUSIONI
La distanza dal benchmark “consenso” risulta essere più legata ai rappresentanti di partito per Lega, M5S e Forza Italia. Nel caso di PD e Fratelli d’Italia è invece il partito stesso ad avvicinarsi maggiormente al consenso.
Per quanto riguarda gli aspetti valoriali, appare evidente che i valori tribaliaccomunano Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Fratelli d’Italia che però manifesta un elevata presenza di valori eroici molto meno importanti per gli altri due partiti.
Lega e Forza Italia presentano una predominanza di valori eroici e nel caso della Lega questi sono associati ad una notevole presenza di valori autoritari.Qui sotto è presente il report completo di tutti i dati e relativi dettagli metodologici. Per qualsiasi altra informazione o approfondimento scrivete a christian@flamel.eu

FLAMEL – Politica e Social Media: analisi del consenso durante la Crisi di Governo in Italia nel 2019 from Christian Contardi

I BOT NELLA NUOVA COMUNICAZIONE POLITICA

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I BOT NELLA NUOVA COMUNICAZIONE POLITICA

Mentre tutti sono concentrati sulla qualità dei messaggi da diffondere attraverso i social media e si prodigano nella ricerca dei concetti più adeguati, le macchine hanno già preso il sopravvento.

Temo di apparire spesso con un estremista tecnologico e certamente non nego di essere critico nei confronti degli esperti della comunicazione digitale che si limitano ad analizzare i social media soltanto dal punto di vista contenutistico o sociologico.

Per quanto riguarda la nuova comunicazione politica mi pare di poter dire che dopo le presidenziali americane del 2016, la Brexit, il referendum italiano del 2017 e le successive elezioni politiche italiane, gli strumenti che sono stati in grado di sobillare le folle e di tradurre i post in voti sono certamente divenuti i social media. Fin qui tutto bene. Tutto chiaro a chiunque abbia una ancorchè minima visibilità di Facebook, Twitter, Instagram o altro. Diamo quindi per assodato che il successo dell’attuale classe dirigente, italica o globale che sia, dipenda dall’altrettanto successo della comunicazione nell’internet o ancora più precisamente nei social media.

Prendendo però in esame il modo in cui questa semplice evidenza di fatto viene trasmessa, interpretata ed amplificata dai media tradizionali o dai cosiddetti esperti di settore, ritengo manchino elementi cardinali che non vengono mai citati. Vedete, ormai non si tratta più solo di fake news diffuse ad arte o contenuti basati sullo stimolare le fobie collettive, stiamo proprio già parlando di strumenti tecnologici (peraltro spesso banali) che permettono di amplificare ogni singolo messaggio. Non è solo la sempre discutibile ricettività del cosidetto “popolo bue” che crede alla qualunque ad essere additabile, quanto è invece la scarsa consapevolezza del digitale da parte della classe colta e dei rappresentanti della comunicazione tradizionale a rappresentare il problema e ora passo ad un esempio concreto.

Faccio una dovuta premessa: un BOT altro non è che un programma software che esegue pedissequamente le istruzioni che gli sono state impartite. Nella fattispecie i BOT che agiscono nei social media condividono contenuti, seguono profili che parlano di un determinato argomento e mettono i famosi like ad altrui contenuti.

Io ne ho personalmente alcuni, debitamente istruiti a scopo puramente sperimentale. Non vi dirò certo il nome di questi profili ma vi posso garantire che operano in piena liceità. Qui sotto potete trovare alcuni articoli particolarmente esplicativi di ciò che vado dicendo e vi invito a leggerne il contenuto per capire realmente come comunicano i politici di oggi utilizzando questi strumenti.

https://www.fanpage.it/politica/salvini-ci-ricasca-torna-di-nuovo-la-rete-di-bot-che-diffonde-automaticamente-i-suoi-tweet/

https://www.washingtonpost.com/politics/2019/05/01/no-trump-didnt-retweet-bunch-bots-wednesday-morning/

In sostanza è la quantità dei messaggi che aumenta la possibilità che questi vengano letti, assimilati e condivisi. L’ampiezza dell’audience reale cresce di pari passo con la presenza di profili non umani e il caso Trump (61% di falsi follower) ne è un esempio lampante. ( https://sparktoro.com/blog/we-analyzed-every-twitter-account-following-donald-trump-61-are-bots-spam-inactive-or-propaganda/ )

Qui sotto potete invece vedere la configurazione del mio BOT che si basa su tecnologia di SHAKAZAMBA e che agisce sperimentalmente in ambito politico.

Nulla di che dal punto di vista tecnologico ma in circa un anno ha raggiunto una discreta quantità di follower (solo il 4,9% non sono umani) e un paio di giorni questo Twitter BOT è seguito dal profilo ufficiale di Laura Boldrini. Credo semplicemente che non sia distingibile da una persona, è quindi facile scambiarlo per un appassionato di politica italiana o (perchè no?) un potenziale elettore con cui comunicare.

Vedete, quello che davvero manca è la consapevolezza di ciò che le macchine sono in grado di fare oggi e di come agiranno nei prossimi anni (non decenni!). Il famoso test di Turing del 1950 si basa sulla capacità di una persona di capire se il suo interlocutore remoto è umano o una macchina ed è chiaro che nel mondo della comunicazione social non distinguiamo più in modo corretto.

Le macchine sono già in mezzo a noi e condizionano le nostre scelte politiche. Finchè non avremo maturato la consapevolezza che la tecnologia non è il nemico e non coltiveremo la nostra cultura digitale, saremo sempre vulnerabili ed esposti.

Sento di continuo rimandi nostalgici ad un mondo che non esiste più e non tornerà. Respingere la tecnologia e considerare che la vera umanità non ha bisogno di strumenti per comunicare è un po’ come dire che tanto ci si capiva bene anche coi grugniti dei primi sapiens sapiens.

So che mi state leggendo, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso finirò di scrivere e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro.

il vostro amichevole AvatarNemo di quartiere

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